Tenuta di Trinoro – Tenuta di Trinoro 2021
Tenuta di Trinoro – Palazzi 2020
Tenuta di Trinoro – Le Cupole 2021
Tenuta di Trinoro – Bianco Trinoro 2023
Situata in un remoto angolo della Toscana meridionale, Tenuta di Trinoro è nota per i suoi ricchi e complessi vini rossi da invecchiamento a base di Cabernet Franc, Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot. La Tenuta si trova in una zona priva di tradizione vitivinicola, all’inizio della Val d’Orcia, vicino a Sarteano, dove la Toscana si fonde con l’Umbria e il Lazio.
Il Fondatore, Andrea Franchetti, ha acquistato la proprietà negli anni 80 e ha cominciato a piantare nei primi anni 90. La sua formazione come vitivinicoltore iniziò nel Bordeaux dove apprense l’importanza del terroir. A Trinoro scoprì di avere terreni argillo-calcarei e ghiaiosi molto simili a quelli della zona del St. Emilion. Solo alcuni terreni però si dimostrarono adati alla viticoltura e questi vennero recuperati dalla macchia e piantati nello stile del Bordeaux: alta densità d’impianto, sesto di un metro per un metro, con innesto di marze provenienti da vecchie proprietà del Pomerol.
L’alta densità di impianto, il diradamento drastico dei grappoli, le basse rese, la piena maturazione fenolica e la concentrazione dei vini danno luogo a uno stile unico ed inconfondibile. I vini sono estremi nel profumo, nel colore e nel sapore, godibili da subito ma concepiti per un lunghissimo invecchiamento.
Posta ai piedi del Monte Cetona, Tenuta di Trinoro possiede una grande varietà di suoli diversi. Le viti, piantate fitte l’una accanto all’altra, hanno ormai più di venti anni e con i loro apparati radicali ben radicati nella terra riescono a rendere nel grappolo il particolare sapore del terreno sul quale crescono.
I vigneti si estendono per 23 ettari su pianure e pendii esposti a sud e ad altezze che variano tra i 400 e i 620 metri. Gli impianti sono in prevalenza di Cabernet Franc e Merlot, con il Cabernet Sauvignon e Petit Verdot presenti in misura minore.
Mi piace fare vino. E’ un opera d’arte che cambia ogni anno. Durante l’annata si viene influenzati dal paesaggio del luogo dove il vino viene fatto. Si raccolgono le impressioni trasmesse dallo scenario naturale quotidiano, dal cambiamento delle stagioni e si trasmettono al vino. Quindi in primo luogo, ogni anno il vino è differente. In secondo luogo, man mano che io cambio anche il mio modo di fare vino cambia. Il vino porta la firma di chi lo fa. I vini sono molto simili al produttore che li ha fatti.
All’inizio ci si rilassa, c’è solo bisogno di concentrarsi sulla viticoltura e c’è tutto il tempo per imparare dato che le piante entrano in produzione dopo 4-5 anni. Poi viene la raccolta, che è la parte più difficile da decidere, c’è bisogno di molta esperienza per capire quando la maturazione è piena, non troppo presto e non troppo tardi. Un giorno di differenza ti cambia completamente il vino. Poi c’è da gestire la fermentazione e tutte le centinaia di fasi successive, tutte che richiedono le decisioni giuste e tutte che si accumulano per infondere uno stile al vino. E’ troppo complicato descrivere tutto, ma si procede fino all’imbottigliamento circa venti mesi dopo. Le prime volte mi facevo prendere spesso dal panico. Ma avevo talento e buoni maestri, persone che potevo chiamare al bisogno.
Andrea Franchetti
