Tua Rita Giusto dei Notri
Tua Rita Rosso dei Notri
Tua Rita Perlato del Bosco Rosso
Tua Rita Perlato del Bosco Vermentino
1984
(le origini)
Quando, nel 1984, Rita e Virgilio decisero di acquistare quella che sarebbe diventata Tua Rita, quei terreni e quei fabbricati dovevano essere soltanto la cornice di un luogo dove vivere a contatto con la natura, coltivando la propria terra. Ma la spinta irrefrenabile della passione per il vino cambiò decisamente le cose.
2003
Dagli originari 2 ettari di vigneto, coltivati fin da subito con il massimo rigore e che collocarono Tua Rita fra le prime felici esperienze italiane costruite sul modello del “vin de garage”, nello spazio di una decina di anni si giunse a 9, poi a 20, all’inizio del nuovo millennio, per arrivare agli attuali 60 ettari di vigneto. Una crescita che incrociava l’originaria e intatta passione di Rita e Virgilio con la consapevolezza sempre maggiore delle potenzialità di quella terra, posta tra il mare Tirreno e le colline Metallifere, che si chiama Val di Cornia.
2010
E se la gestione agronomica e di cantina non poteva progredire senza l’impegno di Rita e Virgilio, quella dell’immagine e del marketing non poteva svilupparsi senza il lavoro di Stefano Frascolla, marito di Simena, figlia dei titolari, anche lei, dopo la scomparsa di Virgilio, nel 2010, impegnata nella gestione aziendale. Il nome dell’azienda si deve ad una semplice inversione fra
il nome e il cognome di Rita Tua. Le nostre vigne La filosofia produttiva aziendale, all’insegna della qualità senza compromessi, parte necessariamente dalla gestione dei vigneti. Il sistema di allevamento alterna cordone speronato semplice a cordone speronato doppio e la densità di piante ad ettaro oscilla fra 5000 e 9000 ceppi ad ettaro.
I Terreni
Tua Rita oggi conta 65 ettari , tenuti come fossero giardini in fiore. Proverbiale la cura dei fondatori: Rita e Virgilio, a fine giornata, erano soliti passeggiare tra i filari per sincerarsi che tutto fosse in ordine, fino all’ultima foglia di vite. Oggi come allora, nulla è cambiato. La difesa delle viti Il sistema di allevamento delle viti alterna cordone speronato semplice a cordone speronatodoppio,
mentre la densità delle piante ad ettaro oscilla fra i 5 mila e i 9 mila ceppi. Ogni pratica segue i dettami dell’agricoltura sostenibile poiché l’obiettivo di Tua Rita, da sempre, è quello di preservare al massimo la sanità delle uve e di tutto l’ambiente circostante.
Situata nel mezzo delle colline Metallifere Disposti su dolci pendenze, quasi impercettibili ad occhio nudo, i vigneti sono incastonati tra la terra e il mare, in quella parte di Toscana chiamata Alta Maremma, e più precisamente nel territorio delle Colline Metallifere. Si tratta pertanto di un’area fortemente connotata: il suolo, infatti, è ricco di sassi, rocce, argilla, limo, sabbia e soprattutto di microelementi minerali. Questo particolare corredo genetico si ritrova nei vini di Tua Rita, aromaticamente contraddistinti da piacevoli note ferrose e, al gusto, da un bel carattere salino.
La Cantina
Se la vigna è il cuore pulsante di Tua Rita, la cantina rappresenta idealmente il polmone dell’azienda, quel luogo in cui stando in silenzio è possibile ascoltare il respiro del vino. La disposizione ordinata delle barrique, i soffitti a volta in cemento e il suggestivo quadro a tutta parete firmato dall’artista fantasy Raffaele De Rosa conferiscono a questo ambiente un’allure davveromolto particolare, in cui si tuose, che tutto prende forma.
Raccolta & Selezione Manuale
Le uve, arrivate in cantina in piccole cassette dopo la raccolta manuale e selezionate su appositi tavoli di cernita, subiscono una pressatura soffice per poi passare in tini troncoconici di legno per la fermentazione. Il periodo di macerazione, a seconda delle
annate, è di 25-30 giorni con interventi mirati di rimontaggio e/o follatura.
Le Barrique
Al termine della vinificazione infatti, il vino, per caduta, arriva nelle barrique, e dopo il consueto periodo di affinamento di minimo 12 mesi, è pronto per deliziare i palati sopraffini di tutto il mondo.
