Dopo quarant’anni nel Chianti Classico, Klaus Johann Reimitz è probabilmente il più toscano tra tutti i viticoltori tedeschi che vi risiedono. Nato nel 1951 a Düsseldorf, si trasferì all’età di vent’anni in Italia per studiare filosofia all’Università di Perugia. Come scoprì in seguito, la sua vera vocazione non era l’accademia ma l’arte della vinificazione. Nel 1981 si trasferisce nel comune di Radda in Chianti dove tutt’ora risiede convivendo con un ambiente di cultura enoica che lo colpì e che continua tutt’oggi a stimolarlo e dargli soddisfazione. Klaus ha lavorato presso la cantina Montevertine per 25 annate collaborando con Sergio Manetti, Giulio Gambelli e Bruno Bini alla produzione di vini Sangiovese famosi come Le Pergole Torte. Dal 2010, presso la cantina Poggio al Sole del suo amico Johannes Davaz, Klaus segue, seleziona e vinifica uve Sangiovese provenienti da un appezzamento di poco più di un ettaro piantato nel 1992. La sua ambizione è quella di portare avanti la sua ricerca di eleganza nella produzione di vini Sangiovese in purezza senza dover scendere mai a compromessi di produzione o di mercato.
Sopra Badia a Passignano, su un crinale che separa la zona del Chianti Classico dalla Valle di Pesa nascosto da una foresta di querce si trova Poggio al Sole, la tenuta di proprietà della famiglia Davaz. È qui che, nel 2010, Klaus J. Reimitz ha scoperto il vigneto che avrebbe utilizzato per produrre i suoi vini Sangiovese. Questo vigneto, protetto dai boschi circostanti, è stato piantato nel 1992 su un pendio esposto a sud-ovest ad un’altitudine di 400 metri sul livello del mare e prospera in un terreno composto in prevalenza da Galestro, una miscela di calcare e scisto.
Il Reimitz Rosso è un Sangiovese in purezza ottenuto esclusivamente col vino fiore di uve raccolte a mano e accuratamente selezionate, solitamente all’inizio di ottobre. Il periodo di macerazione dura circa tre settimane e viene effettuata con la tecnica del rimontaggio all’aperto per guidare l’estrazione ed il controllo delle temperature. Non viene utilizzato alcun additivo per favorire la fermentazione, che avviene in modo naturale, fatta eccezione per una quantità minima di solfiti per proteggere il vino dall’ossidazione. Questo intervento minimo è reso possibile dalla meticolosa selezione delle uve. Una volta pronto, il vino viene travasato in due botti ovali da 15 ettolitri di rovere proveniente dalla foresta di Vosges. Il periodo di invecchiamento varia da 27 ai 36 mesi o anche di più, a seconda dell’annata. In seguito il vino viene imbottigliato ed affina per ulteriori 6 – 12 mesi prima di essere immesso sul mercato. La produzione annuale è di circa 3.800 bottiglie bordolesi, oltre a formati speciali. Spinto dal desiderio di esplorare il potenziale del Sangiovese, nel 2016 Klaus J. Reimitz ha deciso di vinificare una piccola parte della sua selezione di Sangiovese in bianco. Le uve sono raccolte con la stessa maturazione di quelle usate per il Rosso. In questo processo, i grappoli d’uva vengono lasciati interi, senza diraspatura, e fatti sgrondare a bassa temperatura. Dopo due settimane di fermentazione, il vino subisce la trasformazione malolattica quasi completa. Viene poi travasato in una botte da 6 ettolitri di secondo passaggio dove affina per un periodo di circa 18 mesi. La produzione è limitata a circa 600 bottiglie e 80 magnum. I vini non sono filtrati ma sono comunque straordinariamente limpidi e raffinati. Il signor Reimitz crede fermamente che, quando si ha una profonda conoscenza delle tecniche di vinificazione, non sia necessaria una tecnologia estrema per produrre un vino elegante e bevibile.
